Castelfranco di Sopra

Sorge su una terrazza naturale dell'altopiano Valdarnese che domina le balze ai piedi del Pratomagno, circondato da oliveti, vigneti e colline che accompagnano il visitatore in questa particolare atmosfera.
Lo stupendo paesaggio, la possibilità di rivivere la storia visitando i monumenti, l'opportunità di entrare in contatto con la natura, di mangiare cibi genuini e gustosissimi e la vicinanza alle maggiori città d'arte della Toscana rendono Castelfranco un luogo ideale per le vacanze tanto che dal 2005 è entrato a far parte del Club "I borghi più belli d'Italia".
Le tracce degli insediamenti umani nel territorio di Castelfranco si perdono nella preistoria: selci lavorate sono state rinvenute anche nei pressi del paese. Ma bisogna però giungere intorno al 1299, tempo in cui i Fiorentini decisero di erigere le mura di "Castello Franco". Sorge in una zona dove fin dai tempi più remoti si erano costituiti insediamenti di vario tipo, sia per fini militari che civili. Il luogo era infatti percorso da importanti arterie di comunicazione prima in età etrusca e poi romana e quindi veniva continuamente attraversato da truppe, da carri con merci e nel periodo medievale, da pellegrini. Di grande interesse è il disegno urbanistico del borgo, tradizionalmente attribuito ad Arnolfo di Cambio (dall’architetto Giorgio Vasari), con impianto regolare a scacchiera, una volta cinto da mura, torri e porte delle quali ne rimangono solo due, Porta al Pino e Porta Campana, detta anche Torre d’Arnolfo, perfettamente conservata.
Nella piazza, il Palazzo Comunale si conserva
originale nel piano terreno e contiene intatte le carceri. Sulla facciata porta
gli stemmi dei podestà e nella sala consiliare è da vedere l’affresco della Madonna
del latte (fine XIV secolo). Scendendo dalla piazza lungo via Cavour si
trova la Chiesa
di San Filippo Neri, che si presenta con una facciata del 1761
ma in realtà il primo oratorio fu costruito nel 1631 e ampliato nel 1666.
Sull’altare centrale, secentesco, vi è una pala di San Filippo del
fiorentino Matteo Rosselli, ma ancor più interessante è, nella cappella
laterale, la Vergine col Bambino della scuola di Andrea del
Sarto.
In fondo a via Cavour ecco Torre d’Arnolfo, detta anche Porta Campana, l’unica torre
sopravvissuta che reca scolpiti il giglio di Firenze e la data della sua
costruzione, il 1300. Casa Campa in via Piave porta l’immagine di un cavallo
con accanto il giglio fiorentino scolpita sulla facciata, ad indicare che era
una stazione di posta dove si lasciavano i cavalli. Sul lato opposto della
strada è la Cappella della Compagnia dei Bianchi, rimaneggiata nel Cinquecento.
Interessante è il percorso di via Arnolfo, dove l’unico tratto di mura rimasto
è completo del camminamento della guardia. Un altro edificio da vedere è il
settecentesco Palazzo Sassolini in via Veneto, dove si trovano anche i
resti di edifici (porticato) del XV e XVI secolo. In via Roma, infine, è
situato il Teatro
Comunale intitolato a Wanda Capodaglio, molto importante per la
comunità di Castelfranco. Altri monumenti significativi sono l’Oratorio della
compagnia del Sacramento del XVI secolo e la chiesa di San Tommaso, preceduta
da un bel porticato trecentesco, sorretto da sei pilastri con capitell a foglia
d’acqua. Accanto alla chiesa el XVI secolo, venne costruito il Convento delle
Agostiniane.
Da visitare anche la già citata Badia di S.Salvatore a Soffena, e la bellissima chiesa di San Michele del XIII sec., posta nella strada che da Castelfranco porta al borgo di Pulicciano, nei pressi della Casa vacanze Casale il Giuncheto, nonché il borgo di Pulicciano, che sorge a 573 metri di altitudine, e il nucleo rurale de La Lama, posto a circa 600 metri s.l.m., che presenta una bella chiesetta incorporata nelle abitazioni stesse. Altra frazione presente fin dal XIII secolo è Caspri, con la chiesetta dedicata a San Matteo, mentre il nucleo di Valligiano si distingue per le sue abitazioni in pietra risalenti al tre-quattrocento. Sono infine degne degne di nota le bellissime case coloniche poste lungo via degli Urbini, come quelle dei poderi di Case Nuove, di Case Burrone e di Poggio Urbini.