Balze

Lo scenario di fiaba che si presenta agli occhi del visitatore nella campagna circostante l'abitato di Castelfranco è quello delle Balze, straordinario paesaggio esteso per ben 2372 ettari all’interno dell’Area Naturale Protetta di interesse locale (A.N.P.I.L.) nel territorio Valdarnese del Pratomagno comprendendo i comuni di Terranuova Bracciolini, Pian di Scò, Castelfranco di Sopra e Loro Ciuffenna. La natura morfologica del territorio, costituito da calanchi e canaloni ha disegnato un paesaggio di particolare fascino e di grande rilevanza ambientale.
Le origini di queste formazioni risalgono al Pleistocene superiore (circa 100.000 anni fa) quando si verificò l'incisione della soglia a nord-ovest del bacino lacustro-fluviale, nei pressi di dove oggi è ubicata Incisa Valdarno .
L' Arno si unì al torrente Sieve (suo affluente) e prosegui
così il proprio corso fino a giungere alla pianura della città di Firenze,
abbassando contemporaneamente il proprio livello. Questo abbassamento del
terreno fece si che il fiume e tutti i suoi affluenti cominciassero ad erodere
i sedimenti precedentemente deposti, con risultati morfologicamente diversi a
secondo dei luoghi.
Dove il terreno era prevalentemente limoso-argilloso si è dato origine ad un
paesaggio collinare dolcemente ondulato caratterizzato da basse pendenze ed
ampie vallate; in corrispondenza dei terreni prevalentemente sabbiosi, le
incisioni causate dai corsi d'acqua hanno dato origine ad una morfologia molto
aspra, caratterizzata da profonde scarpate e vallate strette e ripide, separate
sovente da sottili creste creando così “Le Balze”, rese ancora più suggestive
dalla fitta vegetazione rigogliosa sviluppatasi e la scarsa presenza di insediamenti
umani. Esse sono formate da una parte superiore chiamata conglomerato, composta
da materiali più grossolani cementati tra loro dal sole, e da una parte
sottostante sabbiosa e argillosa (quest’ultima di colore grigio-azzurro e posta
alle basi delle formazioni), più facilmente erodibile. L’azione dell’acqua e
del vento da luogo ad un erosione detta a “canna d’organo”, che dà alle Balze
il loro aspetto tipico e selvaggio. Il territorio delle Balze, popolato secondo
le credenze locali da fate e diavoli, è ricco di fascino e riporta, con le sue
alte guglie e le sue piramidi di color giallo ruggine, ad un mondo ormai
scomparso, creato dalla natura e dall’uomo, che vi ha scavato cavità e caverne
nella maggior parte dei casi oggi inaccessibili e che proprio per questo
aggiungono mistero al già magico paesaggio. Il trascorrere del tempo, le
condizioni atmosferiche, hanno modellato le Balze e continueranno a farlo per
secoli e secoli. Un patrimonio geologico unico, dal fascino misterioso che
hanno affascinato e continuano ad affascinare i turisti intelligenti. Oggi
forse, Le Balze hanno raggiunto la loro maturità evolutiva, il massimo della
loro spettacolarità conferendo al paesaggio questa bellezza incomparabile.
Anche il grande Leonardo Da Vinci percorse questi luoghi per studiare i
processi erosivi di sedimentazione. Nelle pagine del Codice Hammer si legge
(fol.9A; ex 9r): "...e infra essa terra si vede le profonde segature de'
fiumi che quivi son passati, li quali discendono dal gran monte di Prato Magno:
nelle quali segature non si vede vestigio alcuno di nichi o di terra
marina...". Alcune delle sue opere tra cui molto probabilmente “La Vergine
delle Rocce” hanno come sfondo proprio le Balze. I resti fossili rinvenuti
nella zona, sono conservati nel Museo Paleontologico di Frenze e nel Museo
Paleontologico di Montevarchi.
Gli itinerari più affascinanti si incontrano nei comuni di Castelfranco di Sopra, Terranova Bracciolini e Pian di Scò, ma il più interessante e suggestivo è sicuramente quello dell’”Acqua Zolfina”, contrassegnato dal C.A.I. con il numero 51. L’itinerario parte da Castelfranco e ritorna tramite un percorso ad anello, allo stesso paese o, con una deviazione, al paese di Piantravigne. Proprio da Piantravigne si può godere una delle più suggestive vedute complessive del paesaggio delle Balze.
Presso il Casale il Giuncheto, per gli amanti del treaking, a disposizione degli ospiti, la carta dei sentieri delle Balze (suddivisi in cinque percorsi differenti in base alla difficoltà/dislivello e al tempo di percorrenza) per esplorare queste stupefacenti formazioni.