Badia di S. Salvatore a Soffena

 

 

 Poco fuori il comune di Castelfranco, sulla strada de Setteponti, immersa nel verde,  è visitabile lo splendido complesso della Badia di S. Salvatore a Soffena, edificio religioso costruito nel XIV secolo su un preesistente castello, testimonianza della presenza della comunità vallombrosana nel Valdarno Superiore. Il complesso è costituito da chiesa, chiostro ed ex convento. La Badia è nominata in un documento del 1014, che testimonia la sua dipendenza dall’ Abbazia di Santa Trinità in Alpe, e in una lettera contemporanea di San Pier Damiani dove si parla del preesistente castello. Nel 1090, con bolla papale di Urbano II, la Badia fu affidata ai onaci vallombrosani. Nel 1394 la chiesa venne ricostruita nelle forme attuali. Impostata in un primo momento in stretta analogia con l’impianto della chiesa madre di Vallombrosa, ha pianta a croce latina copertura a volte, quest’ultime controspinte all’esterno da costoloni in pietra, collocati in ogni angolo dei bracci e al centro della navata centrale. Queste soluzioni formali si discostano dagli usuali modi costruttivi della zona e conferiscono all’insieme un particolare e forte senso mistico. L’interno fu affrescato entro la prima metà del sec. XV da pittori operanti nel Valdarno: Paolo Schiavo, noto seguace di Masolino con la Madonna con Bambino,  il Maestro del Cassone Adimari, Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia (XV sec.) oramai all’unanimità identificato come il fratello minore del grande Masaccio; con L’Annunciazione, il Maestro Liberato da Rieti con La strage degli innocenti e Bicci di Lorenzo al quale è attribuito il San Giovani Gualberto. Soppressa sotto il governo di Leopoldo  I, passo in proprietà privata e fu trasformata in edificio colonico. Negli anni ’50 del sec. scorso, divenne edificio demaniale e all’inizio degli ani ’60, cominciarono i lavori di restauro e di recupero degli affreschi. Il chiostro è quadrato,circondato da archi sorretti da colonne, restaurato in diverse epoche.  Il campanile a pianta quadrangolare, è sormontato da bifore nella cella campanaria. Accanto alla Badia sorge il monastero, oggetto di recenti indagini archeologiche che hanno portato alla luce tombe medievali e rinascimentali..

 

 

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